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Il Daímon di architettura.
Theoría-Eresia
Renato RIZZI
2006, 136 pagine, formato 12x17 cm, 11.00
ISBN 88-371-1634-9
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Dopo il 68, la disciplina
architettonica ha subito una così forte devastazione culturale da renderla pressoché
incomprensibile. Il sapere della Forma è stato invaso (al pari dellalluvione del
66) dal sociale (la preminenza del funzionale sullessenziale),
dallestetizzazione (la preminenza dello psicologico sullontologico),
dal tecnicismo (la preminenza del pratico sul metafisico). Tutti contenuti -ma non sostituti-
di Architettura. In più, ad aggravare le cose, la riforma universitaria del 3+2, la quale
ha istituzionalizzato la deriva scientista, senza rendersi conto delle conseguenze
disastrose per una disciplina umanista (e tecnica). Da queste premesse nasce
lesigenza e lurgenza del presente saggio su "Architettura". Con due
obiettivi principali. Il primo, riconoscere il carattere distruttivo del pensiero
dominante nel quale -noi e la disciplina- siamo collocati: il nichilismo
(tecnico-socio-scientifico). Secondo, aprire la riflessione a tutto lorizzonte del
sapere occidentale (dal pensiero greco fino al contemporaneo) per restituire ad
"Architettura" "l'unità minima" conoscitiva che le è propria.
Pensiero nichilista e pensiero occidentale predispongono quindi lo sfondo generale sul
quale Architettura proietta il proprio sapere essenziale: quello "estetico".
E già nel titolo riemergono le tre parole fondamentali di quel sapere: Daimon,
loriginaria sorgente dello sguardo; theoria, la visione donante, inaugurante,
fondante; eresia, l'inevitabile strappo dalla cecità del nichilismo. Così che theoria
ed eresia non sono una coppia di opposti, ma sinonimi.
Renato Rizzi, è Professore associato di
Progettazione Architettonica allIUAV, Istituto Universitario di Architettura di
Venezia.
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