Questo libro è il frutto di una esperienza didattica
maturata presso la Facoltà di Architettura "Aldo Rossi" dellAlma Mater
Studiorum Università di Bologna, dove il percorso didattico è stato progettato
per riacquistare le specifiche peculiarità di un corso di studio che sia sintesi del
sapere umanistico e scientifico. Insegnare in una Facoltà di Architettura è sempre una
esperienza stimolante, ma lo è ancor di più se la Scuola si richiama agli insegnamenti
di un illustre maestro qual è Aldo Rossi. Nellanalisi, si è partiti dal
presupposto che larchitettura sia al tempo stesso concettuale e concreta, ideale e
materiale, spirituale e corporea. Lo stesso Vitruvio ricorda la sua duplice inclinazione:
cita, infatti, come componenti dellarchitettura sia categorie riferibili alla
tecnica (Ordinatio, Dispositio, Distributio), sia categorie riferibili alle qualità
estetiche (Eurythmia, Symmetria, Decor). Solo nellintegrazione di questi elementi,
larchitettura trova il suo equilibrio: ogni parte non è indipendente, ma concorre
con le altre alla buon riuscita dellopera. Lobiettivo di questo libro è,
quindi, indagare il rapporto che si instaura tra le singole componenti che determinano il
pieno significato dellarchitettura: la ricerca verte principalmente sulla relazione
tra arte e tecnica e sullimportanza di una loro collaborazione. Si procede
inizialmente, analizzando i motivi che hanno condotto alla frattura tra i due ambiti, sia
in campo progettuale che accademico. Il passo successivo è quello di descrivere i
tentativi che sono stati fatti per risanare questo contrasto: in particolare, si concentra
lattenzione sul dibattito aperto da alcuni grandi esponenti del mondo
ingegneristico, dagli anni Quaranta in poi. Nervi, Torroja, Musmeci e Calatrava sono
soltanto alcune delle personalità che hanno affrontato la questione, ognuno con una
personale soluzione al problema. Obiettivo comune è quello di illustrare il modo in cui
concezione strutturale e ideazione architettonica possano e debbano trovare un punto
dincontro, per dare vita alla vera opera darchitettura: attraverso la "sensibilità
statica", attraverso lessenzialità, attraverso lanalisi delle
proporzioni, questo diventa possibile. Lo studio della struttura deve, quindi, rispettare
ed esaltare lidea architettonica, in modo da recuperare lunità tra forma e
struttura: così il cerchio si chiude. Oggi, però, la specializzazione del sapere non
rende sempre possibile concentrare tutto il processo progettuale nelle mani di una sola
persona: diventa, dunque, necessaria una collaborazione tra le diverse figure
professionali e una conseguente apertura mentale, da ambo le parti. Il dialogo e la
comprensione reciproca permettono la creazione di opere straordinarie, che incarnano la
sintesi finora descritta: opere, come il grattacielo Pirelli, il centro Pompidou e la
biblioteca di Seattle. Proprio questi sono i casi esemplari, scelti e descritti in questo
libro, per esplorare le potenzialità di un rapporto equilibrato fra architetto e
ingegnere: la loro tensione verso "unarchitettura totale", obiettivo
dichiarato di Ove Arup, dimostra come larte possa sviluppare le possibilità della
tecnica e nel contempo come la conoscenza tecnica, con le sue numerose risorse, possa
permettere la creazione dellarte. Questi edifici si pongono, quindi, in continuità
con la tradizione passata, per la logica che adottano: non per niente, il Pantheon è
ancora oggi un esempio di espressività e perfezione tecnica per il particolare studio
effettuato sulla cupola. Latto progettuale deriva, quindi, da un accordo tra le due
parti: il risultato è unopera che nasce dal proprio tempo, perché usa gli
strumenti che il proprio tempo gli offre. Nellultimo capitolo, si evidenzia pertanto
il modo in cui linnovazione tecnologica possa contribuire al progetto
darchitettura, offrendo nuovi approcci e sviluppando in maniera creativa lidea
progettuale, senza che la tecnologia prenda il sopravvento.
INDICE:
Introduzione
Capitolo 1. Scienza o arte del costruire?
1.1 La triade smarrita
1.1.1 Il rapporto tra arte e tecnica
1.1.2 La Triade vitruviana
1.1.3 Larchitettura strutturale del periodo
gotico
1.1.4 Il Rinascimento
1.1.5 XVII secolo: nascita della "Scienza Nuova"
1.2 "Mostruosità moderne"
1.2.1 Le ragioni del distacco nel XVIII secolo
1.2.2 Il Movimento Moderno
1.3 "Lingénieur et larchitecte"
1.4 Riferimenti bibliografici
Capitolo 2. La verità strutturale
2.1 Lintuizione degli ingegneri
2.2 I protagonisti
2.2.1 Pier Luigi Nervi e la "sensibilità
statica"
2.2.2 Edoardo Torroja e la scomparsa del superfluo
2.2.3 Sergio Musmeci e le "forme senza nome"
2.2.4 Santiago Calatrava e lingegneria
espressiva
2.2.5 Il contributo del mondo accademico
2.3 Riferimenti bibliografici
Capitolo 3. Le collaborazioni
3.1 La comprensione reciproca, come strada da
percorrere
3.2 Il grattacielo Pirelli
3.2.1 Il tema: un edificio a uffici
3.2.2 Le leggi innate
3.2.3 Unarchitettura vera: linvenzione
formale
3.2.4 Unarchitettura vera: linvenzione
strutturale
3.2.5 Lamore per il cemento armato
3.2.6 Ascoltare ledificio o tradire
lidea?
3.2.7 Un approfondimento: la scala
3.3 Centre National dart et culture Georges
Pompidou
3.3.1 Lidea
3.3.2 Il materiale
3.3.3 La struttura
3.3.4 Il progetto
3.4 Seattle Public Library
3.4.1 Step one: Il diagramma delle funzioni
3.4.2 Step two: Mass vs. Void
3.4.3 Step three: Il movimento delle scatole
3.4.4 Step four: Un poliedro informe
3.4.5 Step five: Il curtain wall
3.4.6 Step six: Gli elementi puntuali della struttura
3.4.7 Step seven : La spirale dei libri
3.4.8 Conclusione : To Rem Koolhaas from Cecil
3.5 Riferimenti bibliografici
Capitolo 4. Innovazione tecnologica nel progetto
darchitettura
4.1 Linnovazione tecnologica
4.1.1 Lorizzonte tecnologico
4.1.2 Tipologie di innovazione
4.1.3 Linfluenza della tecnologia
4.1.4 Un esempio: il vetro strutturale
4.2 Riferimenti bibliografici
Gli Autori sono docenti presso la Facoltà di
Architettura dell'Università di Bologna.